Gianfranco Lupatini

Mi chiamo Gianfranco Lupatini ed ero un soldato semplice, nella mia vita da civile facevo il barbiere in piazza Zaninelli.

Sono nato a lodi il 16 marzo 1915 e quando sono partito per il fronte greco-albanese avevo 25 anni.

A Lodi, ad aspettarmi, sono rimaste la mia dolce Zina e le mie bambine: Pierina e Leda. nel 1940, prima dell’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia, eravamo una giovane famiglia felice, pensavamo di avere tutta la vita davanti.

Il 42° reggimento fanteria – 2° battaglione mobilitato – divisione Modena – compagnia 37, il mio reggimento, è partito per la Grecia il 4 febbraio 1941. E così, insieme ai muli, abbiamo iniziato la nostra duplice battaglia: quella contro il nemico e quella contro il freddo, il fango e la fame.

Il 12 settembre 1943, pochi giorni dopo l’annuncio dell’armistizio, eravamo già in 23.000 a risalire la Grecia a piedi verso Florina (al confine con l’Albania). Qui, esattamente come gli ebrei, siamo stati stipati sui treni merce diretti nei lager della polonia, dell’Austria e della Germania. Io sono finito a 90 chilometri da Berlino, nello stalag XI a, uno dei più grandi campi di prigionia del terzo reich: internato militare come altri 650.000 soldati italiani.

Ho cercato fino all’ultimo di resistere agli indicibili patimenti a cui siamo stati sottoposti. Mi sono aggrappato alla speranza di ritornare dalla mia famiglia ma il 4 aprile 1944, avevo appena compiuto 29 anni, ho chiuso gli occhi per sempre sull’orrore che mi circondava.

Ora guardo il cielo della mia amata città da questa pietra.